martedì 3 luglio 2012

Con gli stessi passi

Sto, 
come sempre stando,
come sempre, 
con gli stessi passi,
con gli stessi sguardi
con diverse persone, 
con gli stessi passi,
Sto, ancora sto,
ancora immobile e in movimento,
cerco, mi fermo,
e sto.

Mi guardo indietro e vedo avanti, 
luce che mi manchi, 
luce che mi sposti, che mi attiri, 
cosa fare del mio sguardo se l'occhio è chiuso, 
cosa fare del mio polso se la mano è spenta, 
come fare del sorriso che non chiede e scivola sul prato della mia accondiscendenza, 
seguo una via, formata da infinite rette equidistanti, 
equi-scorrette. 

Sono giorni che mi fermo e non mi fermo a pensare 
ai dubbi sulla manica ai dubbi su di me. 

Davvero, che fare 
se sto solo stando, 
davvero che fare 
quando non voglio, 
se non voglio dire diretto, 
direttamente
è quello che penso. 


Mi fermo da te a dormire, 
dormo sperando in un sogno, 
sogno e il sogno è il nostro, 
non c'è niente di più di quello che non c'è, 
non c'è niente dietro questo non dire.

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