Sto,
come sempre stando,
come sempre,
con gli stessi passi,
con gli stessi sguardi
con diverse persone,
con gli stessi passi,
Sto, ancora sto,
ancora immobile e in movimento,
cerco, mi fermo,
e sto.
Mi guardo indietro e vedo avanti,
luce che mi manchi,
luce che mi sposti, che mi attiri,
cosa fare del mio sguardo se l'occhio è chiuso,
cosa fare del mio polso se la mano è spenta,
come fare del sorriso che non chiede e scivola sul prato della mia accondiscendenza,
seguo una via, formata da infinite rette equidistanti,
equi-scorrette.
Sono giorni che mi fermo e non mi fermo a pensare
ai dubbi sulla manica ai dubbi su di me.
Davvero, che fare
se sto solo stando,
davvero che fare
quando non voglio,
se non voglio dire diretto,
direttamente
è quello che penso.
Mi fermo da te a dormire,
dormo sperando in un sogno,
sogno e il sogno è il nostro,
non c'è niente di più di quello che non c'è,
non c'è niente dietro questo non dire.
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