Lasciamo che il corso della nostra vite si modifichi sotto il peso dell'amore, perché le volte che pensiamo di essere distanti, di non capirci, poi ci colpiamo come il vento cogli alberi, sradicati, senza pretese di sembrare forti e di non essere veri, perché è la verità che ci unisce scalzi, contro la nebbia che nudi lottiamo, contro le voglie dei nostri vissuti, le nostalgie che abbiamo concluso, contro i costrutti delle nostre ire, delle ire che ci portiamo innanzi.
Nei fossati scambiamo le penne per mandare messaggi agli amici di ieri, che non siano tristi se non torneremo indietro, che non siano tristi, che noi li pensiamo. Siamo in trincea senza nulla da dire, senza tirarci indietro dal quel che ci è capitato. In questa guerra uscimmo scalzi e torneremo vincenti coi piedi sporchi, sia scappando che stando fermi.
è la guerra in trincee di terra che combattiamo assieme.
Terra bruna che sobbalzi, che sommessa catturi i miei piedi scalzi, aiutami a superar la bruma, è spessa e scontenta, stasera è tesa, aiutami a parlar col cane che mi ringhia contro, dietro la china. Ho paura ma con lei al mio fianco, per lei supererò la cima, non è un' illusione la collina, che copre ai miei occhi uno sguardo, riusciremo a starci accanto, come mai mi è successo prima?
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