mercoledì 24 novembre 2010

Il comprendere lontano (La storia del degrado d'un uomo 3)

Così eravamo arrivati, arrivati del momento.

Ci accolse apprensivo, del mio sguardo preoccupato,
del suo sguardo vacuo, già pareva avere intuito.

Dunque sedettimo, sedette la verde, poggiando schiena, in maniera scomposta e antiquata.
Il sorriso preoccupava più del resto, un sorriso del resto lontano e teso, disarmonico e inaspettato.
Uno strano aggeggio dalla lancetta rossa, misurava il sangue pompato dai ventricoli bui, dai ventricoli rossi; una vena visibile, verde, riconoscibile, si alzava all'appello.
Bassa pressione, come sempre era stata.

"Come si chiama? Se lo ricorda?"
"Ma è uno scherzo, un tranello"..."come loro prima, ora anche lei."

Ora parlando a me,
"Ti dò questo foglio, portalo là, troverà ciò che serve", non a Garbagnate però.

Così, ancora una volta in partenza, solo, con un carico,
felice solo di toglierlo a mia madre.

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