giovedì 25 novembre 2010

Nel Buio del Mio Sonno

E forse la paura più grande era quella di perdere lei, di perdere in poco tempo secondo i numeri, secondo me, tempo quasi infinito, tutto ciò che guardando, sì anche solo guardando, mi faceva sentire bene. Il fatto è che, mi fa sentire bene.

Mi basta uno di quei momenti bloccati, che chiamiamo fotografie, a farmi avere brividi.
I suoi occhi, la sua bocca, il suo sorriso, la sua spalla e il suo collo.
Che altro? Tutto, la sua forza, la sua testa, il suo porsi verso il Mondo.

Una settimana,
un'intera settimana,
una settimana lunga mesi,
una settimana in cui ho solo potuto sperare e ho solo potuto riflettere.
Dico solo ma è tanto,  molto.

Non ho neanche fatto affidamento alle mie sigarette per tenermi occupato, ho deciso di lasciarle a parte, di provare me stesso. Saggiare la mia forza.
Ne ho di forza, dovrei solo usarla più spesso. Di nuovo dico solo, ma solo è tanto, molto.

Per uno come me che le fatiche le ha sempre vissute male, come me che il mondo l'ha sempre creato in testa, mai affrontato.
Tutto questo è grande,per uno come me.



E mi rendo conto, che solo contare ciò che attorno mi ha ricordato lei, ha saputo tenermi in piedi, in queste lunghe giornate fredde.
E mi rendo conto, che solo un maglione appartenuto a un vecchio, ha saputo tenermi compagnia, nel buio del mio sonno.

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