se le ciminiere delle nostre città non fossero così rumorose,
se le morti rubate dei cigli delle stragi non fossero così dolorose,
se le nostre vite bombardate dagli umori dei potenti, di noi che non reagiamo, di noi impotenti.
non camminiamo mai sul marciapiede,
sfioriamo il bordo con i nostri fianchi grassi, il nostro puzzo,
quello della paura, non lo sente la belva che saremmo già morti, lo sente l'uniforme e ci porge una mano, noi diffidiamo,
diffidiamo dell'altro, comunque e comunque sempre, giacchè c'insegnarono che un sorriso nasconde ben altro, che una mano aperta a noi innanzi è un pugno ben nascosto, chè l'amico più caro nasconde quel sorriso, illusioni e inganni ci aprono la strada,
sono loro la strada.
mercoledì 26 gennaio 2011
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