venerdì 27 luglio 2012

La paura è un ricordo


Sai che sono stato dietro di te stasera? Cercavo un modo semplice per dirti come mi chiamo, il nome del mio corpo, non quello che non mi hanno dato, il nome sulla schiena scritto con la china. Sono rimasto indietro per non dare fastidio, a volte il mio dominio rimane schivo, ho cercato di non parlarti e di non arraffare parole strane, parole che non conosco e che neanche scriverei, parole lasciate, in un vaso senza manico, un vaso bollente e pesante. Saliva.
Da dietro ti vedo meglio perché non mi puoi vedere. 
Cosa nascondi in faccia? Quando parli non ti si vede, cosa ti è rimasto in fondo al cuore? Un peso mai ritrovato. 
La paura di ferire è un ricordo che ti sta nella mano, chi vuoi bene è un dito corto che ti ricorda come stava. La paura ti sta sulla spalla tu la cerchi con la mano, hai visto quel che può fare il tuo cuore infranto?
La paura è soltanto un ricordo.
Sarà qualcuno che ci riscatterò dentro, qualcuno scavando piano, troverà il cerchio perfetto che tu hai nascosto dietro, dentro al tuo sterno.

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